
Dolcetto d’Alba DOC Buran

Era il 1995 quando Armando, ancora convalescente dopo un’operazione, disse: “Quella Cascina non deve scappare!”.
Si riferiva alla Cascina Buran, poco distante dalla cantina, così chiamata perché appartenuta al signor Borrano, commerciante di frutta.
È un Dolcetto schietto ed è capace di stare a tavola con disinvoltura come un vino quotidiano, pur rappresentando il vino per eccellenza della memoria contadina delle Langhe. Nebbiolo, Barbaresco, Barolo erano i vini della festa. Lui era il compagno di tutti i giorni.
Contrariamente a quanto si pensa normalmente, con le giuste condizioni di conservazione, è un vino che può anche invecchiare qualche anno.










